Sorridere sempre


Dovete sapere che il periodo in cui si sceglie il college è davvero stressante. Lo è di per sé come tutti sanno, ma per un exchange student il tutto è molto amplificato.

College in America? In Europa? Finire la scuola italiana e poi decidere? Finire il quinto e andare al college americano di Roma al quale sono interessata al momento? E se invece andassi all'estero? Ma gli amici? La mia famiglia? Mi devo registrare per una borsa di studio? E il SAT?

Le domande che mi frullano in testa da un mese a questa parte sono innumerevoli e non riesco a rispondere neanche ad una.

Per lo più dopo il famoso "Thanksgiving" cambierò famiglia, e questa è la ciliegina sopra la torta. Lo sono venuta a sapere negli scorsi giorni ed è stato inaspettato. Molto onestamente devo dire che questa notizia ha lasciato un bel nodo in gola difficile da mandare giù. Ma poi il tempo passa, e inizi a capire che la famiglia ospitante ha avuto contrattempi che non le permettono più di darti le giuste attenzioni. Inizi a vedere anche la parte positiva; infatti sono stata fortunata perché il papà della mia futura Host Family insegna matematica ed è il golf coach della mia scuola. Quindi perché no, magari imparo anche a giocare.

È da quando sono qui che cerco sempre (che poi ci riesca o meno è un altro conto) di vedere il lato positivo delle cose, sono molto fiera della persona che sto diventando e come penso chiunque stia facendo (o ha fatto) questa esperienza sia diventata. Impari a capire come comportarti in modo maturo, come gestire determinate situazioni da sola/o, e come vivere indipendentemente.

Molto spesso chi ho accanto non si rende neanche conto di quanto sia travolgente questa esperienza. Un exchange student si ritrova dall'altra parte del mondo dove ci sono altre persone che hanno la propria vita, i propri problemi, i propri caratteri con cui tu devi trovare un equilibrio. E non mi riferisco solo alla famiglia, mi riferisco a professori, ad amici, ad una rete di persone nuove. Quando sei un exchange student la tua vita diventa quella nel paese in cui ti trovi. Per esempio un tuo amico italiano che si lamenta perché tu non gli dedichi abbastanza tempo della tua giornata può sembrare una piccolezza ma quando hai da gestire tutto il resto diventa difficile seguire tutto. Insomma tanti problemi adolescenziali che tutti affrontano in questo periodo di vita: i famosi "sweet sixteen" pieni di nuove cose, gruppi di amici, litigate, ragazzi..e chi più ne ha più ne metta.

Parlando realisticamente, durante un exchange program ci sono cose nuove ed emozionanti  ma anche momenti in cui non vedi altro futuro che quello in un manicomio. È un continuo di alti e bassi ma è proprio questo che rende il tutto tanto speciale.

A presto!

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